EPISODIO 12

Lusso o Luxury?

I sogni sono ancora desideri?

I sogni son desideri. Perché citare una vecchia canzone Disney? Perché contiene una verità semplice, forse un po’ dimenticata nel mondo del lusso.

Un tempo i sogni si mettevano in un cassetto. Restavano lì, in attesa del momento giusto per essere realizzati. E in quel cassetto dei sogni finivano anche cose da comprare: una borsa, un paio di scarpe, una giacca fatta ad arte. Erano prodotti di lusso, sì, ma non irraggiungibili. Ogni tanto, per molti, quel cassetto si apriva: e si entrava in un piccolo paese dei balocchi. Il lusso di allora significava qualità, non privilegio per pochissimi. Prezzi “premium”, certo, ma giustificati da un valore reale: materiali eccellenti, maestria, durata, autenticità.

È da lì che nasce l’Alta Gamma italiana: un modo di fare le cose che ci ha resi grandi nel mondo. Genio creativo, lavorazioni tradizionali, ingredienti nobili, finiture artigianali. Prodotti iconici perché desiderabili, ma accessibili: non per tutti, ma per molti. Di lusso si facevano persino biscotti, tessuti durevoli, edizioni librarie.

Oggi, però, il lusso è diventato Luxury. Un’altra accezione, un’altra idea. Da osservare, non da vivere.

Una categoria spesso incompatibile con la vita reale delle persone. Parte di un racconto più vicino al gossip che al desiderio.

E così, il nuovo Luxury rischia di uscire proprio dal cassetto dei desideri, per manifesta irraggiungibilità. Quando qualcosa non può più essere sognato, smette anche di essere desiderato. La produzione a basso costo e la comunicazione iper-narrativa hanno finito per costruire un premium price fondato più sull’ostentazione che sulla sostanza. Prezzi simbolici di un’élite, più che misura di una qualità autentica. E così il paradosso: tra le nuove generazioni il fake è diventato cool. Le imitazioni non sono solo territorio plausibile, ma addirittura scelta smart e desiderabile.

Forse è tempo di tornare a un lusso che si possa vivere, non solo ammirare. Il futuro dei prodotti di lusso sta forse nel tornare a imparare dallo spirito originario del vero lusso italiano: essenzialmente qualità della vita.

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EPISODIO

Lusso o Luxury?

I sogni sono ancora desideri?

I sogni son desideri. Perché citare una vecchia canzone Disney? Perché contiene una verità semplice, forse un po’ dimenticata nel mondo del lusso.

Un tempo i sogni si mettevano in un cassetto. Restavano lì, in attesa del momento giusto per essere realizzati. E in quel cassetto dei sogni finivano anche cose da comprare: una borsa, un paio di scarpe, una giacca fatta ad arte. Erano prodotti di lusso, sì, ma non irraggiungibili. Ogni tanto, per molti, quel cassetto si apriva: e si entrava in un piccolo paese dei balocchi. Il lusso di allora significava qualità, non privilegio per pochissimi. Prezzi “premium”, certo, ma giustificati da un valore reale: materiali eccellenti, maestria, durata, autenticità.

È da lì che nasce l’Alta Gamma italiana: un modo di fare le cose che ci ha resi grandi nel mondo. Genio creativo, lavorazioni tradizionali, ingredienti nobili, finiture artigianali. Prodotti iconici perché desiderabili, ma accessibili: non per tutti, ma per molti. Di lusso si facevano persino biscotti, tessuti durevoli, edizioni librarie.

Oggi, però, il lusso è diventato Luxury. Un’altra accezione, un’altra idea. Da osservare, non da vivere.

Una categoria spesso incompatibile con la vita reale delle persone. Parte di un racconto più vicino al gossip che al desiderio.

E così, il nuovo Luxury rischia di uscire proprio dal cassetto dei desideri, per manifesta irraggiungibilità. Quando qualcosa non può più essere sognato, smette anche di essere desiderato. La produzione a basso costo e la comunicazione iper-narrativa hanno finito per costruire un premium price fondato più sull’ostentazione che sulla sostanza. Prezzi simbolici di un’élite, più che misura di una qualità autentica. E così il paradosso: tra le nuove generazioni il fake è diventato cool. Le imitazioni non sono solo territorio plausibile, ma addirittura scelta smart e desiderabile.

Forse è tempo di tornare a un lusso che si possa vivere, non solo ammirare. Il futuro dei prodotti di lusso sta forse nel tornare a imparare dallo spirito originario del vero lusso italiano: essenzialmente qualità della vita.