EPISODIO 19
Esaudire è un po' esaurire?
In un mercato saturo di risposte, la vera sfida è tornare a generare desiderio.
Mi piace riflettere sul significato delle parole. Pensavo, per esempio, che esaudire è anche un po’ esaurire.
Come consumatori viviamo un tempo straordinario. Un tempo in cui quasi ogni nuovo bisogno, ogni desiderio, può essere immediatamente esaudito. L’offerta è plurima e, in pochissimo tempo, diventa abbondante.
Eppure, in molti mercati, la domanda sembra letteralmente spegnersi. Persino in categorie che consideriamo necessarie. Dopo anni in cui quasi ogni richiesta ha trovato una risposta, molti dei desideri che riempivano le nostre “lettere” hanno perso intensità.
In una società sazia, in cui quasi tutto è a portata di mano, cosa accende ancora il desiderio delle persone?
Forse è l’offerta stessa ad averci annoiato. Forse il mercato ha imparato a esaudire troppo velocemente. Forse, quando ogni desiderio trova una risposta immediata, viene a mancare qualcosa di fondamentale: il senso.
Una proposta che reitera un modello di consumo vorace ma sempre più povero di significato sembra ormai superata. Un’offerta che ripropone instancabilmente un paradigma consumistico stanco, per quanto ricca e prolifica, non basta più.
Siamo persone in cerca di senso, più che di nuovi oggetti da possedere. E allora la domanda per chi si occupa di brand diventa inevitabile: quando tutto è disponibile e abbondante, cosa rende ancora qualcosa desiderabile? Forse non è soltanto la qualità della risposta. E certamente non la sua quantità. Forse è anche il modo in cui quella risposta arriva. Il significato che porta con sé. La storia che racconta. L’esperienza che costruisce.
La vera sfida per le marche non è più semplicemente rispondere ai bisogni. È creare esperienze, significati, storie. È offrire nuove dimensioni capaci di rispondere a un bisogno che il consumo, da solo, non riesce più a soddisfare: il bisogno di senso. Alimentare desideri che abbiano un nuovo valore nel mondo che abitiamo. Un mondo saturo di oggetti, ma sempre più consapevole delle proprie fragilità.
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19
EPISODIO
Esaudire è un po' esaurire?

In un mercato saturo di risposte, la vera sfida è tornare a generare desiderio.
Mi piace riflettere sul significato delle parole. Pensavo, per esempio, che esaudire è anche un po’ esaurire.
Come consumatori viviamo un tempo straordinario. Un tempo in cui quasi ogni nuovo bisogno, ogni desiderio, può essere immediatamente esaudito. L’offerta è plurima e, in pochissimo tempo, diventa abbondante.
Eppure, in molti mercati, la domanda sembra letteralmente spegnersi. Persino in categorie che consideriamo necessarie. Dopo anni in cui quasi ogni richiesta ha trovato una risposta, molti dei desideri che riempivano le nostre “lettere” hanno perso intensità.
In una società sazia, in cui quasi tutto è a portata di mano, cosa accende ancora il desiderio delle persone?
Forse è l’offerta stessa ad averci annoiato. Forse il mercato ha imparato a esaudire troppo velocemente. Forse, quando ogni desiderio trova una risposta immediata, viene a mancare qualcosa di fondamentale: il senso.
Una proposta che reitera un modello di consumo vorace ma sempre più povero di significato sembra ormai superata. Un’offerta che ripropone instancabilmente un paradigma consumistico stanco, per quanto ricca e prolifica, non basta più.
Siamo persone in cerca di senso, più che di nuovi oggetti da possedere. E allora la domanda per chi si occupa di brand diventa inevitabile: quando tutto è disponibile e abbondante, cosa rende ancora qualcosa desiderabile? Forse non è soltanto la qualità della risposta. E certamente non la sua quantità. Forse è anche il modo in cui quella risposta arriva. Il significato che porta con sé. La storia che racconta. L’esperienza che costruisce.
La vera sfida per le marche non è più semplicemente rispondere ai bisogni. È creare esperienze, significati, storie. È offrire nuove dimensioni capaci di rispondere a un bisogno che il consumo, da solo, non riesce più a soddisfare: il bisogno di senso. Alimentare desideri che abbiano un nuovo valore nel mondo che abitiamo. Un mondo saturo di oggetti, ma sempre più consapevole delle proprie fragilità.

